architettura e design

Realizzazione 3D della Casa del Fascio di Como di Giuseppe Terragni. Video di David Vezzosi.

F. L. Wright è il massimo esponente dell’architettura del Novecento. Gli edifici si sviluppano aprendo i propri spazi con libertà verso la natura o, verso lo spazio che li circonda, sulla base di quanto suggerisce il contesto con i suoi colori e i suoi elementi, che vengono assecondati dai materiali prescelti.

Il museo Guggenheim sorge tra la quinta avenue e la 89esima strada, in mezzo all’isola di Manhattan a pochi passi dal Central Park. L’edificio a spirale concepito da Wright è una sfida aperta alla rigida griglia New Yorkese. All’esterno il museo appare come un UFO in mezzo ad una selva di grattaceli e alberi. Nel 1924 Wright aveva progettato un edificio a spirale per la località di Sugarloaf Mountain.

La casa del fascio è l’estremo tentativo di Terragni di contrapporre, all’impetuosa avanzata del monumentalismo del regime fascista, un’architettura pura, la risposta di un poeta alla volgarità del regime. La casa del fascio sorge a poche centinaia di metri dal Duomo di Como instaurando con esso un rapporto dialettico.

Nel 1964 Hans Sharoun vinse il concorso per la costruzione di una grande Biblioteca a Berlino Ovest, a pochi passi dal muro che divideva la città. La Biblioteca, insieme alla Filarmonica progettata sempre da Sharoun e alla Galleria Nazionale progettata da Mies Van der Rohe, formano un’acropoli dell’architettura moderna.

All’indomani della Prima Guerra Mondiale, l’architettura fu chiamata a risolvere i problemi della carenza di abitazioni e della scadente qualità estetica degli edifici. Gli architetti avevano partecipato al dibattito sull’arte e dunque si confrontarono con le questioni aperte dagli artisti delle Avanguardie storiche.

La villa Savoye è il manifesto della casa razionalista. Le regole per la costruzione della casa razionalista sono dettate dallo stesso Le Corbousier in cinque punti.

La progettazione dei mobili è forse l’aspetto più rappresentativo della scuola: Laszlo Moholy-Nagy avviò la sperimentazione del ferro nichelato e cromato, mentre Marcel Breuer, che diresse dal 1924 la ‘Sezione mobili’, operò scelte innovative sotto il profilo estetico e tecnologico, ad esempio il tubo di acciaio per i mobili. Rivoluzionaria fu la sua Poltrona Wassily, con struttura metallica a evidenziare i princìpi di linearità e funzionalità. Lo studio di tali princìpi venne proseguito con convinzione da Ludwig Mies van der Rohe.