cretese micenea

Il palazzo di Cnosso fu ricostruito, come quelli di Festo e di Zakro, tra il 1700 e il 1500 a.C. Le testimonianze più significative dell’arte cretese sono i grandi palazzi, sedi di molteplici funzioni: governo, produttive e commerciali. Essi, comprendevano le sfarzose residenze del re e della sua corte, magazzini, quartieri artigianali con i laboratori per la ceramica, per i metalli, per l’oreficeria e la filatura della lana.

L’affresco rappresenta il gioco rituale del salto sul toro: gli atleti dovevano volteggiare sul dorso dell’animale. Il toro, figura mitologica che riporta alla leggenda del Minotauro, è ricorrente nelle raffigurazioni cretesi; esso rappresenta la forza domata dall’intelligenza dell’uomo.

Le decorazioni dei vasi cretesi erano quasi sempre ispirate alla natura: motivi come foglie, steli, fiori, animali si adattavano, nella disposizione o nella forma a quella del vaso, originando motivi ornamentali. Distinguiamo le tre fasi principali nello stile decorativo:

Come altre città-fortezza degli Achei, Micene era posta su un’altura. La città venne fortificata in tre fasi, tra il 1350 e il 1200 a.C. circa, per difendersi da popolazioni vicine. La cingevano mura possenti, formate da grandi blocchi di pietra, accessibili solo dal lato occidentale, dove si apre l’imponente Porta dei Leoni. Fuori dall’acropoli si trovano numerose tombe aristocratiche, con ricchi corredi funebri.

Fu eretta nel XIV secolo a.C. Rappresenta l’ingresso monumentale all’acropoli di Micene. È costituita da quattro enormi blocchi di pietra calcarea locale: i due stipiti ai lati, la soglia sottostante e l’architrave, è coronata in alto da un monolite interamente scolpito con un simbolo araldico.