Periodi e movimenti

Cupola di Santa Maria del Fiore

Filippo Brunelleschi (1377-1446) utilizzò per primo nel Quattrocento le forme architettoniche dell’antichità classica, dopo averle studiate tra le rovine di Roma antica. Egli usò la colonna, l’arco, i capitelli come strumenti per dare ordine allo spazio costruito. Come si faceva nell’antichità, egli mise in relazione tra loro le parti della costruzione in base a precise regole proporzionali.

La Cupola di Santa Maria del Fiore

Consacrata nel 1436, essa è divenuta emblema della Firenze del Rinascimento. Leon Battista Alberti affermò che “con la sua ombra copre tutti i popoli toscani”, eleggendola a simbolo della supremazia politica e culturale della città. Brunelleschi lavorò alla cupola del Duomo di Firenze dal 1418. Essa fu realizzata in modo che potesse autosostenersi in ogni fase della costruzione. In tal modo, evitò di realizzare le costosissime cèntine, impalcature in legno sulle quali adagiare la cupola, da eliminare subito dopo la sua costruzione. Egli organizzò in modo innovativo il cantiere, approntando anche i macchinari e gestendo autonomamente i lavoranti. La cupola è a doppia calotta, in mattoni disposti a ‘spina di pesce’, secondo una tecnica già usata dai Romani. Tra le due calotte si sviluppa un sistema di percorsi che permettono di giungere alla lanterna. Il diametro esterno della cupola misurava più di 51 metri, ponendo problemi costruttivi quasi insuperabili per quel tempo.

Santa Maria del Fiore, con la cupola di Brunelleschi, 1418-1436. Firenze.
  • Le tribune, ovvero le parti conclusive in alto, servono a bilanciare l’enorme spinta laterale determinata dalla cupola.
  • La cupola è voltata a sesto acuto, e non ad emisfera, perché possa sostenersi in fase di costruzione.
  • La cupola poggia su un tamburo ottagonale, realizzato nel XIV secolo.
  • Lanterna: parte conclusiva cilindrica che serve per illuminare l’interno della cupola.
  • I costoloni bianchi, che confluiscono nella lanterna, formano la struttura portante della cupola.
  • La facciata è stata completata solo nell’Ottocento dall’architetto Emilio De Fabris (1866-1887).

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