Periodi e movimenti

Il modernismo

Tra l’ultimo ventennio dell’Ottocento e la Prima Guerra Mondiale, si diffusero in tutta Europa nuove correnti artistiche, che per le loro affinità vengono fatte rientrare nel movimento detto Modernismo.

Questo espresse le aspirazioni della società borghese della Belle Époque, caratterizzata da benessere e da fiducia nel progresso, ma al tempo stesso manifestò l’atmosfera decadente e inquieta dell’Europa di fine secolo. Il Modernismo prese il nome di Art Nouveau in Belgio e in Francia, Modern Style o Liberty in Inghilterra, Sezessionstijl in Austria e in Boemia, Jugendstijl in Germania, Stile Floreale in Italia. Caratteri autonomi ebbe il Modernismo in Catalogna, regione nord-orientale della Spagna. L’arte modernista può essere considerata lo stile della nuova società industriale, in cui l’uso di nuovi materiali si unisce all’uso di eleganti forme decorative. Il nuovo stile si poneva l’obiettivo di migliorare la qualità estetica degli oggetti industriali di uso comune; la produzione in serie, infatti, aveva consentito un’ampia diffusione di nuovi prodotti, ma aveva, al tempo stesso, determinato un abbassamento della loro qualità formale. Si cercava ispirazione negli elementi della natura, che venivano poi tradotti in forme ornamentali e stilizzate. Domina la linea, curva e sinuosa, libera da schemi di simmetria e sviluppata su superfici bidimensionali. Il Modernismo ha espresso i suoi risultati più alti nelle arti applicate: mobili, carte da parati, abiti, gioielli, vetri, accessori in cui la componente ornamentale venne fatta coincidere con la struttura dell’oggetto, quasi scaturendo da essa.

Charles Rennie Mackintosh, Sedia dallo schienale alto, 1903. Frassino dipinto, 141x41x35 cm.

L’unità tra architettura e ‘arti minori’

Gli architetti modernisti affermarono il principio dell’unità tra architettura, grafica e arredo. Esemplari sono le architetture dello scozzese Charles Rennie Mackintosh (1868-1928): esse presentano volumi rigorosamente definiti, già pensati per ospitare i componenti di arredo. Il belga Henri van de Velde (1863-1957) sviluppò le linee sinuose tipiche dell’Art Nouveau, senza nulla togliere alla coerenza dei volumi e alla chiarezza delle superfici.

Henri van de Velde, Scrivania per la redazione della Revue Blanche, 1898. Legno di quercia, 76x261x100 cm. Vienna, Osterreiches Museum.

Le variopinte architetture del Liberty italiano

In Italia lo stile Liberty si affermò con un certo ritardo. Permaneva, infatti, il gusto eclettico, sostenuto dal nuovo Stato unitario. Architetti di spicco furono Raimondo d’Aronco (1857-1932), Ernesto Basile (1857-1932), Giuseppe Sommaruga (1867-1917) e Gino Coppedè (1886-1927).

Gino Coppedè, Un villino del quartiere detto ‘Coppedè’ a Roma.

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