Tecniche artistiche

La matita

Il disegno a matita è ideale per la sua rapidità, la facilità di correzione e le possibilità espressive. Si possono usare vari tipi di matita, ciascuno adatto al tipo di disegno che si vuole realizzare. La scelta della matita va fatta in base alla propria sensibilità, in relazione alla propria “mano”. Una scelta consapevole va effettuata dopo lunghi esercizi e diverse sperimentazioni delle possibilità tecniche ed espressive che ci offrono le matite. Uno strumento simile alla matita, in passato, era il “lapis” dal latino lapis haematitas (pietra di ematite).

Prima della scoperta della grafite, avvenuta nelle miniere del Cumberland nel XVI secolo, si usavano bastoncini di carbone o di ematite. I primi esemplari di matita risalgono al 1665: si trattava di bastoncini di grafite, ricoperti di stoffa o protetti da sottili canne di bambù. Prima di allora la grafite, una forma di carbonio naturale, era usata per fabbricare palle di cannone e non per il disegno, poiché molto friabile. Soltanto nel Settecento si riuscì a produrre un impasto di grafite e argilla che corrisponde al prodotto attualmente in commercio. Le matite sono classificabili in base alle loro caratteristiche di durezza e di composizione della mina.

Esistono 19 tipologie di matite da disegno: il gruppo delle morbide, dal tratto nero della serie B (iniziale della parola inglese Black = nero), adatte per il disegno artistico; e il gruppo delle più dure della serie H (iniziale della parola inglese Hard = duro), usate per il disegno tecnico. Più il numero che precede la sigla della serie è elevato, più marcata è la caratteristica della matita: la 8B, ad esempio, sarà la più scura in assoluto, dal tratto grosso e nero, mentre la 9H sarà la più dura e dal tratto più sottile e grigio. Esistono delle matite di durezza intermedia, adatte per usi diversi,che portano la sigla HB o F.

Jean-Auguste Dominique Ingres, Madeleine Ingres, 1841. Matita. Parigi, Museo del Louvre.
  • I dettagli del volto, dell’abbigliamento e dell’acconciatura sono definiti da precisi e piccoli tratti.
  • Esercitando una forte pressione, la matita nera conferisce il massimo tono scuro, che aumenta l’effetto volumetrico
  • Il contorno lineare, soffice e leggero, è tracciato con matita a durezza media.
  • Il foglio di carta, usato come supporto, è ingiallito dal tempo e presenta macchie di umidità e tracce di sporcizia.
  • Le ombre sono definite da tratteggi paralleli, più o meno densi, con pressione variabile della punta, oppure (come nel volto) con tenui sfumature.
  • Anche segni sommari sono sufficienti a creare l’effetto del panneggio.

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