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Il gatto (soprattutto nero) nell’immaginario collettivo è compagno prediletto delle streghe ed è stato generalmente guardato con sospetto, forse a causa della sua misteriosa capacità di vedere nell’oscurità. In Grecia e a Roma si riteneva che il gatto fosse sacro a Diana, divinità lunare. In Egitto, comunque, era venerato come una divinità.

Oggi è uno degli animali domestici più diffusi, implacabile felino verso i topi, ma tenero e affettuoso quando fa le fusa. Per il fatto che non sopporta di esser chiuso in gabbia, il gatto è diventato simbolo di libertà e, come tale, anima gli emblemi nobiliari di alcune antiche famiglie medievali.

Il gatto visto da tre artisti del XX secolo. Giacometti, infine, ne rende la forma filiforme, comunicando un senso di solitudine e tristezza; Picasso lo ritrae con gli artigli protesi, mentre addenta un uccello; Matisse lo vede placido su una tavola che guarda con attenti occhi gialli;