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La produzione del pittore fiorentino Paolo Uccello (1397-1475) si inserisce nella fase di passaggio tra la cultura tardo-gotica e quella rinascimentale. Formatosi presso la bottega di Lorenzo Ghiberti, tra il 1425 e il 1430 soggiornò a Venezia, impegnato nei mosaici della Basilica di San Marco.

Al suo ritorno, fu affascinato dalla scoperta della prospettiva, al punto da dedicarsi al suo studio con un rigore che apparve persino eccessivo. Paolo Uccello, dunque, ha trasposto la raffinatezza e la grazia delle figure trecentesche dentro rigorosi schemi geometrici e spaziali.

Paolo Uccello, La battaglia di San Romano, 1456. Tempera su tavola, 182x323 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.
  • Come in un racconto favolistico cortese, il quadro è ricco di particolari: armigeri in lotta, lance irte contro il cielo, animali, piante.
  • La mischia dei soldati appare paradossalmente bloccata: tutto, nel furore della battaglia, sembra essere immobile.
  • Le figure di soldati e cavalli sono rappresentate come fossero solidi geometrici, poste secondo precise linee prospettiche.
  • I colori sono irreali, utilizzati più con fantasia che in modo naturalistico. Cavalli rosa si alternano ad altri grigio-azzurri, bianchi, bruni.