INFORMAZIONI Per informazioni o richiesta di materiali didattici inviare una mail al seguente indirizzo: apinotti@inwind.it

Leon Battista Alberti fu il maggior teorico dell’architettura del Rinascimento. Scrisse tre trattati sulle arti maggiori (architettura, pittura, scultura), elaborando per ciascuna nuove norme compositive e princìpi stilistici. La sua formazione artistica avvenne attraverso lo studio dei monumenti di Roma antica. 

Per questo le sue opere hanno conservato la monumentalità degli edifici classici: i vasti spazi, i grandi archi a ricordo di quelli di trionfo, l’uso di pilastri, colonne e ampie cupole. Nel trattato De re aedificatoria, pubblicato nel 1452, Alberti fissò le regole della progettazione e specificò le nuove tecniche costruttive. Egli affermò che ogni edificio deve essere funzionale all’uso a cui è destinato, e deve essere concepito come “unione concorde di parti”, cioè come un organismo in cui ogni elemento ha la stessa importanza rispetto all’insieme.

I progetti di architettura

L’attività progettuale di Alberti si concentrò sulla ristrutturazione o il rifacimento di edifici esistenti, spesso risalenti al Medioevo. Proprio il recupero delle forme classiche consentiva di conservare e ‘tramandare’ il loro valore nel tempo.

Il Tempio Malatestiano a Rimini

Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini, affidò a Leon Battista Alberti l’incarico di trasformare la chiesa gotica di San Francesco in mausoleo della propria famiglia. Nella chiesa sono frequenti i riferimenti alle costruzioni dell’antica Roma. Alberti ha rivestito la preesistente chiesa con un involucro in marmo, lasciando inalterate le murature. L’opera è rimasta incompiuta per la morte del committente; il progetto, però, è conosciuto grazie ad una moneta in bronzo, coniata da Matteo de’ Pasti, a cui Alberti aveva affidato il compito di eseguire i lavori.

Leon Battista Alberti, Tempio Malatestiano, a Rimini. 1450-1454 ca.
  • Era prevista una grande cupola emisferica, sul modello del Pantheon.
  • L’ingresso si ispira ai grandi archi trionfali, come quello di Augusto a Rimini.
  • Le ghirlande richiamano quelle degli edifici onorari dell’antica Roma.
  • La chiesa poggia su un alto basamento, come gli antichi templi.
  • Gli archi in sequenza, sul fianco dell’edificio, ricordano gli acquedotti romani.
  • Lungo il basamento si sviluppa un fregio a racemi, a memoria dei rilievi decorativi romani.
  • L’opera è raffinata in tutti i suoi particolari. Il marmo bianco, il pregiato porfido rosso e il serpentino verde sono utilizzati anche per inserti geometrici, realizzati studiando la tecnica antica di intaglio delle pietre.