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Nel 1508, papa Giulio II chiama a Roma Raffaello per commissionargli la decorazione ad affresco delle sale del proprio appartamento, le Stanze Vaticane, al fine di celebrare il papato e, allo stesso tempo, esemplificare i princìpi della teologia cristiana.

Gli affreschi occupano quattro stanze, di cui due furono realizzate con aiuti della scuola dell’artista: la Stanza della Segnatura, la Stanza di Eliodoro, la Stanza dell’Incendio di Borgo e la Stanza di Costantino. La Stanza della Segnatura, la prima realizzata da Raffaello, fu utilizzata dal pontefice come studio privato e biblioteca. Tutti i temi degli affreschi esprimono l’idea della conciliazione tra pensiero classico e tradizione cristiana.

La Scuola di Atene

La Scuola di Atene rappresenta la Filosofia, intesa come una delle strade per il raggiungimento del Vero. Grandi uomini dell’antichità, matematici e filosofi, sono raffigurati accanto ad artisti e personaggi contemporanei, ad indicare l’unione tra sapere antico e moderno. Le figure sono disposte in una calcolata composizione: è una scena luminosa, razionale, fondata su princìpi armonici; è espressione di un mondo ordinato, in cui si rappresentano i saldi valori della fede.

Raffaello, Scuola di Atene, 1509-1510. Affresco, base 814 cm. Città del Vaticano, Stanza della Segnatura.
  • L’ampio repertorio dei gesti e delle fisionomie dei partecipanti esprime l’intenzione e le passioni di ogni singolo personaggio, seguendo l’esempio di Leonardo.
  • Le figure di Platone e di Aristotele, poste al centro dell’opera, rappresentano i principali sistemi filosofici del pensiero rinascimentale.
  • La scena è ambientata in una solenne architettura, con volte a botte cassettonate, che richiama l’architettura di Roma antica. Sul fondo, un arco apre la visuale allo spazio naturale.
  • Michelangelo, pensoso e isolato, è ritratto nel filosofo Eraclito.
  • Nella figura di Platone si può riconoscere il ritratto di Leonardo.
  • Il matematico Euclide ha le sembianze dell’architetto rinascimentale Bramante.
  • Raffaello si ritrae tra gli umanisti e i filosofi antichi, con lo sguardo rivolto verso l’esterno.