Codice QR presente nella pagina 146, del libro ART VISION - VOLUME B.
La rappresentazione dell’inconscio
Il movimento surrealista nacque nel 1924, con il Manifesto del Surrealismo di André Breton (1896-1966). Esso coinvolse anche la letteratura, la poesia, il teatro e il cinema. Ebbe ampia fortuna in tutta Europa e in America, ed accolse molti artisti dadaisti. I Surrealisti affermavano la centralità dell’inconscio dell’uomo seguendo le teorie di Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi. Essi hanno dato valore a tutto ciò che appare incomprensibile “sur-reale” rispetto alla “realtà” normale. L’arte, dunque, deve valorizzare il sogno, la visione, l’allucinazione, la memoria (come nel quadro di Dalí a pag. seguente) visti come realtà parallele a quella rassicurante di ogni giorno. Sulla tela vengono tracciate immagini mentali, che i Surrealisti cercano di descrivere sperimentando tecniche inedite di rappresentazione: creano forme inconsuete, accostano oggetti conosciuti ma incompatibili tra loro, inseriscono un soggetto in un ambiente ad esso estraneo. Nella stessa opera, spesso fanno ricorso sia ad immagini naturalistiche, sia a segni astratti o forme organiche, lontane però da ogni somiglianza con il reale. I principali artisti del Surrealismo sono i catalani Joan Miró e Salvador Dalí, i francesi André Masson (1896-1987) e Yves Tanguy (1900-1955), il tedesco Max Ernst, i belgi Paul Delvaux (1897-1996) e René Magritte.