INFORMAZIONI Per informazioni o richiesta di materiali didattici inviare una mail al seguente indirizzo: apinotti@inwind.it
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Il palazzo è espressione dell’ordine urbano. Il fiorentino Palazzo Rucellai è stato progettato nel 1447 da Leon Battista Alberti, che ne affidò la realizzazione a Bernardo Rossellino, tra il 1450-1460. Alberti aveva definito la tipologia del palazzo residenziale urbano nel suo trattato De re aedificatoria nel 1452.
Rinascimento si indica il periodo corrispondente ai secoli XV e XVI. Questo ha avuto come premessa il movimento di pensiero Umanesimo: esso ha elaborato un nuovo atteggiamento da parte dell’uomo nei confronti di se stesso e del mondo ed ha valorizzato le capacità razionali e progettuali dell’uomo.
Filippo Brunelleschi (1377-1446) utilizzò per primo nel Quattrocento le forme architettoniche dell’antichità classica, dopo averle studiate tra le rovine di Roma antica. Egli usò la colonna, l’arco, i capitelli come strumenti per dare ordine allo spazio costruito. Come si faceva nell’antichità, egli mise in relazione tra loro le parti della costruzione in base a precise regole proporzionali.
La produzione del pittore fiorentino Paolo Uccello (1397-1475) si inserisce nella fase di passaggio tra la cultura tardo-gotica e quella rinascimentale. Formatosi presso la bottega di Lorenzo Ghiberti, tra il 1425 e il 1430 soggiornò a Venezia, impegnato nei mosaici della Basilica di San Marco.
L’opera mostra come possano coesistere tradizioni figurative diverse. I modi bizantini sono riconoscibili nella morbidezza della linea e nella raffinatezza dei colori, e si confrontano con elementi occidentali: la figura umana, anche se collocata entro un paesaggio, è posta nello spazio con scioltezza di movimenti.
Il Gotico in Italia presenta caratteri più sobri e misurati rispetto all’Europa centro-settentrionale, a causa dell'influenza del Romanico e dei modelli classici. La diffusione dello stile gotico è determinata dalla presenza dei monaci cistercensi, appartenenti al ramo dell’ordine benedettino dalla cittadina di Citeaux.
Nel 1099 venne posta la prima pietra per la costruzione della Basilica di San Geminiano, Duomo di Modena. Presto divenne un modello per costruire le chiese di tutta l’area padana, per la chiarezza della sua struttura e delle sue forme, e per la bellezza delle sue sculture.
Il termine moschea deriva dall’arabo masjid, che significa “luogo di adorazione”. Esso indica l’edificio di culto dell’Islam, riservato alla preghiera e all’insegnamento religioso, però, era in origine anche luogo di riunione dei fedeli, sede politica e giudiziaria: rappresentava, l’edificio principale della vita pubblica e sociale.
La chiesa di Santa Sofia fu fondata dal duca Gisulfo II e completata da Arechi II, genero del Re Desiderio, nominato Duca di Benevento. Costruita accanto ad una abbazia benedettina, fu portata a termine nell’anno 762, e fu la più ardita e fantasiosa costruzione longobarda dell’alto Medioevo.
La basilica di Santa Sofia, è da intendersi come la Divina Sapienza, è una basilica, nonché uno dei principali monumenti di Istanbul. Fu cattedrale cristiana di rito bizantino fino al 1453 e sede patriarcale greco-ortodossa, cattedrale cattolica (1204-1261), poi moschea, infine museo dal 1935.
La principale fonte di ispirazione per la definizione di edifici religiosi cristiani, le chiese e i battisteri, furono le grandi e imponenti costruzioni pubbliche romane. La forma e la struttura della chiesa cristiana derivano, infatti, dalle basiliche di cività romana.
Rappresenta una lupa che allatta una coppia di piccoli gemelli, Romolo e Remo, leggendari fondatori di Roma. Abbandonati in una cesta sul Tevere, furono allattati dalla lupa e riuscirono a sopravvivere. La scultura (bronzo fuso a cera persa) è probabilmente opera di un artista di Veio. La lupa è raffigurata in posizione stante.
Raffigura un guerriero, vestito di armatura, in un atto di libare (offrire vino alla divinità) prima di andare in battaglia. In origine, nella mano destra aveva una tazza (patèra), mentre con la mano sinistra reggeva una lancia. Si tratta quindi di una statua votiva, offerta a un santuario di Todi. Dopo essere stato esposto per circa tre secoli, colpito da un fulmine, il bronzo venne sepolto in una fossa delimitato da lastre di travertino e lì ritrovato.
Fin dalle origini della civiltà greca, nelle botteghe dei ceramisti vennero prodotte opere di alto artigianato. Nonostante la grande varietà di dimensioni e di forme, esse avevano in comune l’eleganza e la funzionalità. Poiché la decorazione era affidata ad un artista ceramografo.
La forma del teatro greco è stata definita nei secoli V e IV a.C., quando si diffuse la rappresentazione di tragedie e commedie. Esso era collocato presso un tempio e su un pendio, sfruttando il naturale andamento del terreno; in questo modo, la costruzione si integrava armoniosamente con l’ambiente naturale.
Laocoonte fu realizzato nella seconda metà del I secolo a.C. a Rodi. È rappresentato un episodio della guerra di Troia, inserito dal poeta latino Virgilio nell’Eneide. L’opera esprime un’intensa drammaticità, data dallo studio estremo degli atteggiamenti espressivi, e rappresenta una testimonianza dell’arte ellenistica. Originariamente in bronzo, l’opera sarebbe stata copiata dai tre artisti di Rodi su committenza imperiale romana.
Lo scultore Policleto, nato ad Argo intorno al 480 a.C., è l’artista che conclude il periodo arcaico e apre l’Età classica. Egli ha definito una serie di regole volte a raggiungere un ideale di perfezione. Tali regole sono basate sui principi di equilibrio e di armonia tra le parti che compongono un’ pera. Il Doriforo (ovvero ‘portatore di lancia’) rappresenta la sintesi della ricerca di Policleto.
Nei secoli III e II sec. a.C., Pergamo, città della Misia sulle coste dell’attuale Turchia nord-occidentale, fu capitale del regno degli Attàlidi. Si affermò con i re Attalo I (240-197 a.C.) ed Eumène II (197-159 a.C.), il quale sognava di contendere il primato culturale del mondo greco ad Atene e ad Alessandria.
Fu eretta nel XIV secolo a.C. Rappresenta l’ingresso monumentale all’acropoli di Micene. È costituita da quattro enormi blocchi di pietra calcarea locale: i due stipiti ai lati, la soglia sottostante e l’architrave, è coronata in alto da un monolite interamente scolpito con un simbolo araldico.
Come altre città-fortezza degli Achei, Micene era posta su un’altura. La città venne fortificata in tre fasi, tra il 1350 e il 1200 a.C. circa, per difendersi da popolazioni vicine. La cingevano mura possenti, formate da grandi blocchi di pietra, accessibili solo dal lato occidentale, dove si apre l’imponente Porta dei Leoni. Fuori dall’acropoli si trovano numerose tombe aristocratiche, con ricchi corredi funebri.